• Presentazione del Learning Seed

- Titolo: Con i nonni alla scoperta dell'economia e della sua storia
- Categoria: Le UdA dei e con i nonni
- Autori:
Alunni di classe 5^, Scuola Primaria di Costo (VI)
Ins.: Carlotto Giovanna Maria
- A.S. 2013/2014
  • L'U.d.A. (Unità di Apprendimento) di prossima pubblicazione

• Introduzione

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Che cos'è l'economia? Come si è sviluppata? L' U.d.A. cerca di scoprirlo ripercorrendo la storia degli strumenti, che i nonni usavano.
Seguendo l'evoluzione storica della tecnologia, a partire dalle forme di energia, abbiamo appreso alcuni principi della fisica e abbiamo capito che lo sviluppo della civiltà è strettamente connesso alla capacità dell'uomo di costruire oggetti, che gli permettono di progredire nelle proprie condizioni di vita.
Il nostro percorso di studio afferma un importante concetto: gli strumenti del lavoro umano determinano lo sviluppo delle attività economiche e contribuiscono al benessere delle persone.
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• Per iniziare: La poesia "San Martino" di G. Carducci

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Per introdurre l'argomento del "San Martino" abbiamo prima studiato alcune poesie sull'autunno, per comprendere come diversi autori hanno rappresentato questa stagione.
La POESIA "SAN MARTINO" fu composta dal grande poeta e letterato toscano Giosuè Carducci, nato a Val di Castello nella Versilia nel 1835 e morto a Bologna nel 1907.
Questa lirica appartiene alla sua raccolta "Rime nuove" (1861-87).
Per apprezzare la poesia abbiamo cercato di leggerla "con il cuore", per sentire la musicalità dei versi e delle rime e per raffigurarci "con gli occhi della mente" le immagini che essa evoca. Abbiamo cercato anche di comprendere le figure retoriche usate dal poeta, cioè quel particolare modo di usare le parole, che è il linguaggio figurato.
"San Martino" presenta alcune immagini del paesaggio, che restano impresse chiaramente nella nostra mente; inoltre la composizione dei suoni delle parole e delle rime rende quasi "musicale" il ritmo della poesia stessa.

STRUTTURA
La prima strofa apre con un quadro d'ambiente: la nebbia, i colli coperti di alberi spogli, la vista di un mare in burrasca. Le due strofe successive rappresentano con immagini e "dati sensoriali" le vie del borgo, cioè di un paesetto della Maremma pisana, l'ambiente di vita noto al poeta.
L'immagine della strofa finale ha un significato connotativo, cioè richiama la personale visione dell'autore, il quale paragona gli uccelli neri, che migrano, a cupi pensieri, che portano lontano o che egli vorrebbe allontanare. Il linguaggio figurato di quest'ultima strofa lascia aperto il discorso a diverse possibili interpretazioni.
ANALISI
Noi alunni di quinta della scuola primaria, per la comprensione letterale, abbiamo ricercato il significato delle parole che non conoscevamo e abbiamo fatto la parafrasi.
Abbiamo cercato di riconoscere e d'interpretare le figure retoriche presenti nella lirica, come la personificazione del mare: "urla e biancheggia il mar" ; l'inversione nell'ordine delle parole: "dal ribollir de' i tini va l'aspro odor de i vini l'anime a rallegrar" ; la similitudine: " stormi d'uccelli neri, com'esuli pensieri...".
Abbiamo analizzato la struttura della poesia, che è costituita da quattro quartine, cioè quattro strofe di quattro versi.
Lo schema delle rime è ABBC: in ogni quartina manca la rima nel primo verso, il secondo e il terzo verso rimano tra loro, il quarto verso è in rima con gli ultimi versi di ogni strofa.

Gli elementi descritti in questa poesia ricostruiscono l'atmosfera e l'ambiente di vita di un paesello della Maremma toscana di più di cent'anni fa. Nel sistema economico basato sull'agricoltura come quello di un tempo, il giorno di San Martino, che ricorre l'11 novembre, risultava di una certa importanza per gli agricoltori, perché segnava la fine dei lavori nei campi.
Questa poesia ci ha spinto ad approfondire le nostre conoscenze sulla figura di San Martino e a chiedere informazioni ai nonni sulle abitudini di vita del passato.
Così abbiamo studiato la storia e la leggenda di San Martino e abbiamo invitato i nonni a scuola per parlarci di com'era " il San Martino" quando loro erano giovani.

San Martino
La nebbia agl'irti colli
piovviginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor de i vin
l'anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando;
sta il cacciator fischiando
su l’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

G. Carducci - Rime Nuove - Zanichelli

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• Laboratorio: "Il San Martino dei nonni"

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Leggi in diretta

Dall'intervista ai nonni abbiamo raccolto delle informazioni sul significato che aveva per loro "il San Martino".
Sono emerse anche delle importanti riflessioni sui valori, che ispiravano le azioni dei nostri nonni un tempo e che dovremmo avere anche noi oggi.
Abbiamo sintetizzato le informazioni raccolte in alcune sequenze, le abbiamo scritte nelle diapositive, accompagnandole con immagini e disegni e abbiamo creato questo e-book:



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• Laboratorio: Intervista ai nonni per scoprire le fonti di energia del passato

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Il podcast





Dopo aver studiato in scienze le forme di energia, abbiamo invitato a scuola i nonni a parlarci di quali erano le fonti di energia utilizzate quando erano giovani o bambini. La loro preziosa testimonianza è stata veramente un racconto di "real life", cioè di vita reale, che ci ha permesso di capire che l'energia utilizzata era molto diversa da quella di oggi e ci ha fatto conoscere com'era il modo di vivere dei nonni.
Abbiamo compreso meglio la relazione tra le diverse forme di energia, la tecnologia e l'economia del passato.
Abbiamo notato che le fonti energetiche e la tecnologia dei nostri nonni erano abbastanza semplici e legate alle attività agricole, domestiche e artigianali, tipiche del mondo agricolo di una volta. Si trattava di un sistema economico molto diverso da quello di oggi, che utilizza macchinari moderni e costosi, impensabili al tempo dei nonni.
Buon ascolto del nostro primo podcast!

podcast.jpgCome i nonni utilizzavano l'energia

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• Laboratorio: La tecnologia dei nonni

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Leggi e ascolta

La testimonianza dei nonni sulle fonti di energia ci ha spinto ad approfondire lo studio sugli strumenti di lavoro dei nonni.
Nell'intervista essi ci avevano parlato di diversi attrezzi e diverse macchine, come "la menara, el menaroto", "el majo" cioè il maglio, il mulino, la locomotiva a vapore, chiamata "la caffettiera", e tanti altri utensili chiamati con il loro nome nel dialetto di una volta. Oltre a divertirci, questi nomi dialettali ci hanno incuriosito e abbiamo voluto approfondire le spiegazioni dei nonni con una ricerca che ci permettesse di capire un po' il principio fisico del funzionamento, ma anche le origini e l'evoluzione storica di questi strumenti. Abbiamo consultato libri di biblioteca, scolastici, internet e anche un "vocabolario tecnico-storico del dialetto del territorio vicentino" intitolato "La sapienza dei nostri padri".
Con questo lavoro abbiamo potuto cogliere diversi aspetti.
  • La lingua parlata: i nonni parlano un italiano che contiene ancora tante espressioni e parole dialettali. Essi ricordano tante parole della lingua parlata, il dialetto veneto, che non si usano più e che si stanno dimenticando.
  • Gli attrezzi hanno delle origini molto lontane: si basano su dei principi della fisica che sono stati studiati dai matematici fin dall'antichità e prima di Cristo, poi nel corso dei secoli altri studiosi delle scienze hanno perfezionato le macchine ed hanno scoperto nuove forme di energia.
  • Tutte le innovazioni della tecnica hanno portato miglioramenti nelle condizioni di vita dell'uomo e il progresso tecnologico ha contribuito allo sviluppo dell'economia.
Anche voi potrete conoscere tutto questo, sfogliando ed ascoltando le pagine della nostra ricerca: anche se sono tante, sono piacevoli perchè accompagnate dalle parole in dialetto e dai nostri disegni. Buona visione!





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• Laboratorio: Le attività economiche dei nonni

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Il podcast






L'intervista in cui i nonni ci parlano delle attività economiche degli anni '50 e '60 fornisce degli elementi chiave per conoscere lo sviluppo dell'economia. Ancora una volta i nonni ci hanno stupito e interessato, raccontandoci delle abitudini di vita di quando erano ragazzi: abitudini che erano ancora legate al modo di vivere del mondo rurale.
Dalla testimonianza dei nonni abbiamo capito che negli anni '60 iniziava, tuttavia, un importante cambiamento del sistema economico e sociale. Con la grande diffusione delle macchine nel sistema produttivo e delle comunicazioni, si è passati da un sistema basato sull'agricoltura ad una diversa organizzazione del lavoro, che ha portato allo sviluppo delle attività artigianali, delle industrie e del commercio: il cosiddetto "boom economico o miracolo economico".
In questo podcast, ancora una volta, gustiamo dalla viva voce dei nonni il racconto delle loro abitudini di vita, ormai scomparse. Consideriamole come memoria storica di un mondo rurale, ricco di valori, comunque validi e da cui trarre insegnamento per il futuro.
Buon ascolto!

podcast.jpgLe attività economiche dei nonni

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• Laboratorio: Le attività economiche nelle nostre valli

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Leggi in diretta


Per completare il nostro percorso per conoscere l'economia abbiamo cercato di cogliere le relazioni tra gli elementi studiati: le forme di energia, la tecnologia, il tempo e gli eventi.
Vogliamo presentare il risultato della nostra ricerca storico-scientifica, che si è arricchita con il contributo importantissimo delle interviste ai nonni. In questo paper cerchiamo di delineare, in un quadro a grandi maglie, i momenti e gli aspetti più significativi nell'evoluzione delle attività economiche nelle nostre valli, che sono percorse dai torrenti-fiumi Agno- Guà e Chiampo.





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• Mettiti alla prova: Cruciverbiamo in dialetto con l'energia e la tecnologia dei nonni

Mettiti_alla_prova!
Gioca con noi


Cruciverbiamo con l'energia e la tecnologia dei nonni... in dialetto
Nei nostri incontri con i nonni abbiamo avuto modo di conoscere le forme di energia, le diverse macchine e gli attrezzi, usati un tempo nell'attività agricola o in casa.
Ascoltando i loro racconti e le loro spiegazioni abbiamo imparato molti nomi, con cui questi utensili erano chiamati nella nostra lingua dialettale. Abbiamo così ritrovato delle parole ormai poco usate o addirittura dimenticate e scomparse. E' stato molto interessante ricercare il significato o l'etimologia delle parole, da cui è derivata la nostra lingua attuale.
Vi proponiamo di riscoprirle con noi in questo cruciverba. Sicuramente i nonni le ricordano e voi imparerete divertirtendovi.
Hai seguito attentamente e pensi di saperne abbastanza sulla tecnologia dei nonni? Allora mettiti alla prova con questo simpatico cruciverba...! sorriso.gif
Clicca sui numeri della griglia, leggi le definizioni e inserisci le risposte. Se sei in difficoltà consulta di nuovo l'e-book audio sulla tecnologia e i podcast, oppure puoi cliccare su "suggerimento". Ricorda, però, che ogni aiuto si "prende" una parte del tuo punteggio!
Alla fine puoi visualizzare il punteggio ottenuto cliccando su" Controlla risposta".
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• Mettiti alla prova: Quiz sulle attività economiche

Mettiti_alla_prova!
Gioca con noi


Abbiamo rielaborato le informazioni raccolte nelle interviste ai nonni ed abbiamo imparato tante cose dal loro racconto e dalle ricerche storico-scientifiche. Il quiz sulle attività economiche completa il quadro della nostra ricerca e del nostro percorso.
Hai seguito passo passo il nostro percorso? Ora sei pronto a rispondere al quiz sulle attività economiche! sorriso.gif
Leggi attentamente il testo e scegli nel quiz la risposta giusta. Alla fine puoi visualizzare il punteggio ottenuto!

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• Attività: La ghirlanda di Natale


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All'opera!

Testo regolativo: "Come costruire una ghirlanda di Natale"
L'incontro con i nonni sul San Martino ci ha suggerito delle idee su come realizzare una ghirlanda di Natale, da regalare alle nostre famiglie e sui materiali da utilizzare per costruirla.
Quando i nostri nonni erano bambini, non avevano tanti soldi da spendere. La loro economia era abbastanza povera, perciò, per giocare, costruire, creare... usavano quello che avevano a disposizione. Usavano dei materiali naturali, che trovavano facilmente nel loro ambiente di vita, la fattoria, la campagna... e che non costavano nulla.
Erano materiali di origine vegetale, come " i scartossi", i cartocci delle pannoccchie del mais o di origine animale, come la lana.
Per il nostro lavoretto di Natale, anche noi abbiamo pensato di utilizzare questi due materiali naturali. Abbiamo evitato di acquistare la rafia, che era troppo costosa, sostituendola con i cartocci.
Nella ghirlanda, però, sono presenti anche materiali di origine chimica, come il polistirolo, la colla vinilica, il glitter, che un tempo non esistevano e che possiamo definire "moderni".
Abbiamo iniziato il lavoro con l'aiuto dei nonni e delle nonne, sperimentando delle attività di "economia domestica".
Con le nonne ci siamo impegnati nel cucito; con la maestra abbiamo provato a manipolare e a "lavare" la lana. Abbiamo scoperto che con il sapone e l'acqua calda essa s'infeltrisce. (Nel nostro percorso di studio vediamo che anticamente questo processo, chiamato follatura, era eseguito da grandi martelli, che battevano i tessuti e che erano azionati dal mulino ad acqua.)
Lo scopo del laboratorio non è stato soltanto quello manuale creativo, ma anche di quello di riflettere e di apprendere da un'attività che è stata piacevole.
Per questo abbiamo fotografato le fasi della nostro lavoro e le abbiamo descritte in un testo regolativo.
Se volete provare a costruire la ghirlanda di Natale, troverete tutte le spiegazioni in questo paper:



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• Attività: Le colombine pasquali di nonna Ivonne


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All'opera!



Testo regolativo: "Come costruire una colombina per la domenica delle Palme"

Le tradizioni, che i nonni ci fanno conoscere, sono molto vive in occasione delle grandi feste liturgiche della nostra religione e costituiscono parte della nostra cultura.
Come per il Natale, noi alunni di classe quinta vogliamo proporre un'attività, che abbiamo scoperto conoscendo una nonna, che tutti noi alunni 3T abbiamo definito "nonna magica".
Nonna Ivonne, oltre alle sue meravigliose creazioni all'uncinetto, ci ha mostrato le colombine, che la sua mamma le ha insegnato a fare fin da piccola per decorare l'ulivo della domenica delle Palme. E' una "piccola cosa" che lei vuole continuare a mantenere anche dopo tanti anni.
Vedendo le colombine anche altri nonni hanno ricordato questa tradizione, che va ormai scomparendo, per questo ci è sembrato utile riproporne la spiegazione in questo testo regolativo, che si può anche ascoltare con le nostre voci. Buona visione e buon ascolto!



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• Attività: Le macchine di Leonardo

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All'opera!

Nel nostro percorso di studio dalla tecnologia all'economia abbiamo visto come gli strumenti si siano evoluti nella storia dell'umanità e la figura di Leonardo da Vinci costituisce una tappa fondamentale di questo processo evolutivo.
L'intelligenza dell'uomo ha inventato attrezzi e macchine per superare gli ostacoli, per aumentare la propria forza e per diminuire la fatica. Questa esigenza fu sentita anche da Leonardo da Vinci, uomo del Rinascimento dal talento prodigioso, che oltre a produrre opere d'arte d'inestimabile valore, si dedicò allo studio di tutte le scienze, diventando geniale inventore di macchine e realizzatore di progetti d'ingegneria.
Ancora oggi le opere di Leonardo sono oggetto di studio, perchè le sue intuizioni hanno anticipato molte invenzioni moderne.
Nel nostro viaggio d'istruzione al parco di Minitalia, abbiamo visitato il Museo di Leonardo con i modelli, che riproducono le sue macchine. Abbiamo scoperto che Leonardo aveva una grande passione per le macchine idrauliche e per l'acqua, che era un'importante fonte di energia al suo tempo. Molte delle sue macchine, come la segatronchi idraulica, sono state usate fino a tempi recenti, cioè fino al tempo dei nonni.
Abbiamo scattato delle foto e le abbiamo raccolte in questo paper con i nostri disegni, così anche voi potrete meravigliarvi per la genialità di quest'uomo straordinario.



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